Ansia: alleata o nemica

Ansia: alleata o nemica

  • articolo a cura della Dott.ssa Tania Brandolini

Ansia: alleata o nemica

Generalmente le persone definiscono l’ansia come un’emozione spiacevole, da eliminare, che complica la vita.

E’ sempre così?

Da un punto di vista psicologico l’ansia è uno stato psicofisico caratterizzato da una sensazione di apprensione con anticipazione di eventi negativi verso i quali il soggetto si sente impotente.

L’ansia si compone di tre aspetti:

  • Componente fisiologica: modificazioni fisiologiche quali, ad esempio tachicardia, aumento della pressione arteriosa, aumento della tensione muscolare, aumento della frequenza respiratoria;
  • Componente comportamentale: attacco (affrontare la situazione) o fuga (evitamento);
  • Componente cognitiva: pensieri e valutazioni irrealistiche, catastrofiche e svalutanti, circa la situazione e circa noi stessi (“succederà un disastro”, “andrà malissimo”, “sono un incapace”).

L’ansia è una reazione naturale dell’organismo che si produce quando siamo di fronte ad una situazione che valutiamo come pericolosa: consente all’organismo di prepararsi ad affrontare il pericolo attravero l’attacco o la fuga: infatti i sintomi fisiologici dell’ansia hanno l’obiettivo di preparare il corpo a ciò (aumentando il battito cardiaco, la tensione muscolare, per esempio, come se si dovesse preparare a correre per scappare, per esempio).

Quindi possiamo dire che l’ansia è un’emozione utile quando bisogna mettersi in salvo dai pericoli: eliminarla sarebbe, oltre che impossibile, controproducente.

È anche vero che quando è esagerata e prolungata nel tempo diventa veramente fastidiosa per chi la prova.

Il nodo cruciale è distinguere tra ansia funzionale e ansia disfunzionale.

  • L’ansia funzionale è appunto quella che si attiva in presenza di un pericolo reale e che ci serve per metterci in salvo;
  • L’ansia disfunzionale invece si attiva in assenza di un reale pericolo, cioè di fronte a situazioni non oggettivamente pericolosi per la nostra incolumità (per esempio dover parlare di fronte a molte persone, dover sostenere un esame all’università, …);

In conclusione, l’ansia è definibile come disfunzionale quando l’ansia è eccessiva, come frequenza con cui si presenza e come intensità, ed è prolungata nel tempo.

In questi casi infatti interferisce con la quotidianità e con il benessere della persona, che si troverà ad autolimitarsi nei comportamenti con un ulteriore impatto negativo sulla propria autostima.

Dott.ssa Tania Brandolini
Psicologa Pavia

 

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Ultima modifica: 24/05/2016

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